Demetrio Di Grado

#DEMETRIODIGRADO

La ricerca iconografica che Demetrio Di Grado instancabilmente opera attraverso riviste e giornali pubblicati tra gli anni ’40 e ’60, rappresenta una continua fonte di ispirazione per la realizzazione dei suoi lavori caratterizzati da purezza compositiva e abilità manuale. Il taglio quasi chirurgico, la sovrapposizione dei soggetti e il gioco di livelli semantici, permettono a Di Grado di comporre racconti complessi dentro uno schema dimensionale ormai collaudato che ben si rapporta all’osservatore inducendolo a fruire l’opera quasi come fosse la pagina di una storia contemporanea che l’artista scrive ogni giorno. Un diario emozionale influenzato dall’osservazione della società che lo circonda e che appare non dissimile da quella degli anni del dopoguerra le cui immagini egli scompone e ricompone sigillandole infine con una frase, posta sugli occhi dei suoi personaggi ormai senza tempo e luogo, che cancella lo sguardo aprendosi al mondo.

STREET COLLAGE 2020 

NON SO DOVE STO ANDANDO / MA SO CHE CI STO ANDANDO
Street poster e spray, 350 x 250 cm, 2020

I miei manifesti introspettivi sparsi per strada sono realizzati anche con l’ausilio dello spray. Una visione nuova diversa dalla solita poster art. Costruisco il pezzo a più livelli sul muro proprio come un collage e ancora oggi questa ricerca stilistica è riconoscibile, anche se non scrivo il mio nome! Durante i festival in Sicilia lascio sempre traccia dei miei lavori con più installazioni. Posso dire di non avere un “master pièce“ perché in ogni luogo lascio parte di me e la possibilità di instaurare relazioni autentiche che nel tempo mantieni. (Demetrio Di Grado)

SOLO CON ME STESSO
Street poster e spray, 200 x 150 cm 2020


SERIE KIND 2018

FANCIULLEZZA INVINCIBILE
Collage analogico su carta
297×210 mm, 2018

In Kind, il collage analogico di Di Grado compie un salto indietro nel tempo. Recupera il valore manuale e operoso dell’arte povera, per comporre le immaginarie quinte sceniche di quel teatro che è la vita. Egli ferma il tempo e afferma il suo messaggio di denuncia, monolitico e stentoreo, coprendo gli occhi dei personaggi calati in questo tempo sospeso, trasformandoli in superfici su cui “scrivere”. Forte di questo codice interpretativo ed espressivo, decide di consegnare ai bambini i pensieri più importanti, (quali migliori messaggeri?). Perché in loro esiste una serietà che noi adulti perdiamo col tempo ed una compostezza che non ti immagini in esseri così apparentemente fragili e indifesi. Il gioco, le regole, le penitenze, i rapporti interpersonali. Ogni cosa assume, nei bambini, una connotazione di estrema precisione. Ogni gesto è codificato. ( Dal testo di Francesco Piazza)

SENZA PAURA  
Collage analogico su carta
297×210 mm, 2018


SERIE D.E.C.D.A.
(Dopo Esservi Commossi Dovreste Allarmarvi) 2019


AMMETTERE I PROPRI ERRORI
Collage analogico su carta
297×210 mm, 2019

Negli anni della guerra durante i bombardamenti la gente si riparava nei rifugi antiaerei. In quegli ambienti scuri e stretti si cantava, si parlava, si raccontavano storie ai più piccoli per tranquillizzarli. Paradossalmente il buio favoriva la conoscenza, lo scambio e la solidarietà; rendeva tutti uguali. Un nero rassicurante e protettivo. Quello fu un cambiamento epocale, storico che ha codificato e universalizzato per sempre il concetto di paura. Figli di quel periodo e di quel sentimento sono i bambini che popolano i paesaggi onirici dei collage di Demetrio Di Grado. Egli assume per loro le sembianze di mentore, scrivano, burattinaio e mago. É quella voce rassicurante nell’oscurità del bunker che racconta ai bambini la storia del mondo, con un linguaggio solo a loro comprensibile che è anche ninna nanna, cantilena e scioglilingua. Egli è l’artefice di quel buio in cui ogni cosa è sospesa. Quel buio che i bambini cercano per quella sorta di sfida con se stessi che li aiuterà a diventare grandi e allo stesso tempo rifuggono per quell’orrore che si prova verso ciò che non si conosce. C’è tutto in quel titolo. La felicità passata e quella presente, le paure, l’ansia per il futuro.Un invito o una precauzione? (Dal testo di Francesco Piazza)


SCONCERTANTE PAURA 
Collage analogico su carta
297×210 mm, 2019

SERIE CANDITI AL VELENO 2019-2020

TUTTO CAMBIA E SI DISSOLVE
Collage analogico su carta
297×210 mm, 2020


Il mio empowerment si è basato su un’ossessiva autoanalisi poi sfociata nell’ultima produzione di collage, interamente dedicata allo “stereotipo della perfezione” da sempre associata all’immagine della donna degli anni 50. Moglie premurosa, madre attenta, padrona di casa impeccabile. 
Ho mischiato le carte, spento quella sua aura di perfezione per ricostruire attraverso lei le ossessioni e le paure dell’universo femminile contemporaneo.
La tecnica del collage analogico non ha regole, consente di sovrapporre i livelli di carta mettendoli stretta relazione, con quello che vuoi realizzare.
E’ immediato, è istintivo, ti permette di giocare con le parole e le immagini. Di incastrare tra loro trasformandole in altro. 
Ti consente di attivare l’immaginazione per decifrarne almeno uno dei significati nascosti. 
La colla nonostante sia trasparente ha un peso specifico in questa relazione fatta di tagli e strappi, salda e consente di fermare le idee che fino a poco prima erano mobili e il suo utilizzo, sembrerà strano, spesso ne determina il risultato finale. A volte amovibile a volte irreversibile, come le scelte di ogni giorno per certi aspetti. (Demetrio Di Grado)

SOGNI RUBATI
Collage analogico su carta
297×210 mm, 2019

SERIE RICOMINCIARE DALLA FINE 2020

NON È PIÙ TEMPO DI CREDERE
Collage analogico su carta,
mm 297×210, 2020

E’ una sorta di rilettura del tema del paesaggio antropico architettonico in cui uomini, donne e bambini costruiscono paesaggi umani le cui entità fisiche, di qualsiasi natura esse sian, si alternano rigenerandosi in altre forme e producendo nuove connessioni in un confronto serrato a tratti drammatico su problematiche più contemporanee e rivolte alla società mettendo in gioco tematiche come l’ambiente, la politica e il futuro.
Un loop temporale in cui ogni cosa si ripete sotto forme differenti e che esprime la propria verità negando le più ferree regole della sintassi artistica per crearne sempre di nuove e sorprendenti, fino a raggiungere quella pulizia compositiva che ne giustifica l’azzardo letterario e lo guarda verso un mondo tutto da ri-costruire. (Dal testo di Francesco Piazza)

MI NUTRO DI FASTIDIO 
Collage analogico su carta
297×210 mm, 2020 

 
ERAVAMO PURI SENZA PRETESE 2020

ERAVAMO PURI SENZA PRETESE 2020

 Edito da Bisso Edizione – in “Eravamo puri senza pretese” sono le immagini le protagoniste di un racconto ventennale sulla ricerca artistica di Demetrio Di Grado. 
Dagli inizi caratterizzati da una pittura materica ispirata al paesaggio, fino al graduale passaggio ad una tecnica, il collage, in cui Di Grado coniuga l’esperienza pittorica con quella di un nuovo modo di esprimersi, immediato e introspettivo.
Progetto editoriale: Dario Bisso
Responsabile di redazione: Francesco Piazza
Coordinamento: Monica Vassallo
Progetto grafico: Alias
Stampa: Kerschoffset
Prima edizione Ottobre 2020
Della presente edizione sono state stampate 500 copie
ISBN 978-88-944917-1-5
Shop: https://www.bissoedizioni.it/prodotto/eravamo-puri-senza-pretese/


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