Maddalena Notardonato

I miei #ritaglidalvento sono germogliati e cresciuti in un periodo molto particolare. Durante la mia prima primavera in una città diversa da quella in cui sono nata. Nell’isolamento forzato, nell’agitazione e nell’insicurezza del dilagare di un virus ignoto. Nel frattempo, in quelle stesse giornate, ascoltavo la vita muoversi nella mia pancia. Queste sensazioni estremamente nuove si susseguivano come una carezza inaspettata, che ti sfiora all’improvviso.Non ho aneddoti o spiegazioni logiche legate all’improvvisa urgenza di creare collage.

Ho seguito un istinto, il gesto liberatorio di prendere un paio di forbici e tagliare. Dividere, sezionare, isolare. Strappare la carta, le immagini, i ricordi. Per dargli una nuova forma. Per incollarli, tenerli uniti e farli aderire a un nuovo supporto, una nuova pelle. Più forte, più giovane, capace di portarne meglio il peso e la bellezza.

Lontana dagli sguardi e dai giudizi, nell’aria fresca di una sera di aprile, seduta alla mia scrivania silenziosa ho iniziato a ritagliare fotografie mie e di Andrea, per poi sentire la necessità di annodarle ad altre immagini diverse. Il primo collage che ho realizzato si chiama “Casa”. Ed è proprio qui che è nato tutto. In questo luogo che amo più di ogni altro, perché è quello che mi abbraccia anche nelle giornate più banali e noiose. È il posto in cui sento di voler essere. Perché non pretende che io sia diversa da come sono. Mi chiede cura, ma mi ricompensa con la libertà.

Da qualche tempo, custodisco un desiderio, che ho cercato di reprimere pensando fosse una sciocchezza. Ma certi sogni sanno essere testardi.

Vorrei che questi miei #ritaglidalvento abitassero anche altrove. Restando schiena contro schiena con le pareti di altre case, di differenti luoghi. Seguire questo desiderio per me significa lanciarsi nel vuoto. Trovare il coraggio di zittire le voci contrarie dei pensieri. Spegnere le fiamme dei “se” e dei “ma”. Significa abbandonare la superficie ruvida e dura del trampolino. Premere con tutto il peso sui piedi scalzi. Sganciarsi dalla gravità. Scegliere l’aria.

Città sono
Collage con carta, fotografie, biglietto d’ingresso a una mostra, biglietto d’ingresso a uno spettacolo teatrale, riviste, lettera scritta a mano, disegno
21×29,7 cm, 2020


Riscoperta
Collage con carta, riviste, fotografie  
20,50×17 cm, 2020

Ma ora veniamo al nome. Perché «ritagli dal vento»?

A spiegarlo è De Andrè: «se ti tagliassero a pezzetti / il vento li raccoglierebbe».

La libertà è un dono che è stato dato all’uomo.

La libertà di scegliere, la libertà di amare, di creare, di scrivere, di cantare.

E nonostante la società, spesso sua assassina, gli cammini affianco cercando di sminuzzarla, di reprimerla, di tagliarla; nonostante cerchi di farle credere che nessuno ha tempo per lei, per essere libero; il vento non smette di spettinare tutti i capelli della notte.

Il vento della libertà raccoglie sempre i suoi piccoli pezzetti, i suoi ritagli. Li torna a mettere insieme.

Perché la libertà, la «signorina fantasia» che è dentro ogni persona, non muore mai.


Poi vorrei
Collage con carta, fotografie, manuale di storia dell’arte, biglietto d’ingresso a una mostra, biglietto di un concerto, biglietto di una visione cinematografica, riviste
24×24 cm, 2020

Nostalgia
Collage con carta, fotografie, biglietto del treno, biglietto d’ingresso a una mostra, biglietto di un concerto, biglietto di una visione cinematografica, riviste
20×26 cm, 2020
Casa
Collage con carta, fotografie, riviste, manuale di storia dell’arte, manuale di armonia musicale
21×28 cm, 2020

Nunzia
Collage con carta, pagina di un libro, fotografie, riviste
19×23 cm, 2020 
Solitudine
Collage con carta, fotografie, riviste
26×21 cm, 2020



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#ritaglidalvento

Progetto grafico di Susanna lavacchielli e
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